Sicurezza, Cerea fa la sua parte: ora servono risposte dallo Stato

Sicurezza, Cerea fa la sua parte: ora servono risposte dallo Stato

Sicurezza, Cerea fa la sua parte: ora servono risposte dallo Stato

 

CEREA (VR) – Il recente fatto di cronaca avvenuto a Cerea riaccende il dibattito sul tema della sicurezza e dell’immigrazione irregolare. A intervenire è l’amministrazione comunale, che rivendica il lavoro svolto sul territorio e chiede allo Stato un maggiore impegno sul fronte della sicurezza.

 

«Cerea sta facendo la propria parte, ma probabilmente non basta», è il messaggio lanciato dal Comune, che sollecita interventi nazionali più incisivi, dalla certezza della pena a controlli più efficaci, fino a procedure di espulsione più rapide per chi non ha diritto a rimanere sul territorio.

L’amministrazione sottolinea inoltre gli investimenti messi in campo negli ultimi anni: un rapporto tra agenti della Polizia Locale e abitanti tra i più elevati della provincia, turni serali, collaborazione con la vigilanza privata, potenziamento della videosorveglianza e dotazione di strumenti operativi come il taser.

 

Tra le priorità indicate anche il contrasto al degrado, gli sgomberi, la collaborazione nelle attività di identificazione e il monitoraggio del fenomeno del caporalato.

 

Secondo il Comune, però, le amministrazioni locali non possono affrontare da sole fenomeni che hanno una dimensione nazionale. Da qui la richiesta di maggiori strumenti per le forze dell’ordine, norme più efficaci e una presenza più forte dello Stato.

 

Nel suo intervento l’amministrazione pone anche l’accento sul tema dell’integrazione e del rispetto delle regole, sostenendo la necessità di intervenire sia nei confronti di chi delinque sia sul piano culturale e formativo.

 

«La sicurezza non si garantisce con i commenti del giorno dopo – è la conclusione – ma con regole, controlli e con uno Stato più presente, incisivo e vicino».

 

Il Comune di Cerea ribadisce quindi la volontà di proseguire sulla strada degli investimenti locali, chiedendo parallelamente al Governo un piano nazionale capace di affrontare in modo strutturale il tema della sicurezza.

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